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Il problema dei “medically unexplained symptoms”: sintomi clinici in cerca d’autore

La Psicopatologia nel Mondo che Cambiaarticolo pubblicato come capitolo VI nel libro  “La Psicopatologia nel Mondo che Cambia” di A.Puzella, M.Serino, S.Ranfone (2016)

L’espressione “medically unexplained symptoms” (MUS) è stata sempre più utilizzata nella letteratura degli ultimi 20 anni (Nettleton, 2006) per riferirsi ad un vasto corteo di sintomi somatici che non sono supportati da evidenze cliniche, che non sono sottesi da spiegazioni “mediche” unanimamente accettate, e quindi “non sono riferibili ad alcuna malattia conosciuta definibile convenzionalmente” (Fink et al, 2005). Bisogna dire, comunque, che quali siano le condizioni cliniche definibili come “medically unexplained” (cioè non spiegabili da un punto di vista medico) è un argomento a tutt’oggi contoverso, e nel linguaggio della pratica clinica e della letteratura scientifica tali sintomi sono stati indicati anche come “sintomi somatici funzionali”, “disturbi somatoformi”, “sindrome da colon irritabile”, “sindrome da affaticamento cronico”, “fibromialgia”, etc.

Cambiamenti nelle modalità di raffigurazione del mondo con l’introduzione della scrittura: evoluzione dell’arte greca tra il VII e il VI sec a.C.

(estratto da un intervento tenuto dal dott. Parise all’ 8th World Congress on Constructivism, Bari, giugno 2003)

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La scrittura di fatto venne ‘inventata’ non tanto per riprodurre la lingua parlata, ma per fare cose che la lingua parlata non avrebbe mai potuto fare, come ad esempio registrare e rendere conto di mercanzie e contabilità. La funzione ‘decontestualizzante’ (ad es. nella elencazione di merci) e di registrazione (nella contabilità) sembrerebbero le principali specificità della scrittura che, nella Mesopotamia della fine del IV millennio a.C., la resero via via più indispensabile a compiti amministrativi, per i quali sia la lingua parlata, sia i sistemi simbolici come contrassegni e sigilli erano inadatti, o comunque meno efficaci.

Frontal Hemisphere Lateralization and Depressive Personality Traits

Perceptual and Motor Skills, 1993, 77 , 1035-I042. @ Perceptual and Motor Skills 1993

FRONTAL HEMISPHERE LATERALITZATION AND DEPRESSIVE PERSONALITY TRAITS

MASSIMO BIONDI, PASQUALE PARISE, PIERO VENTURi, LUCILLA RICCIO,
GIACOBBA BRUNETTI, AND PAOLO PANCHERI
III Psychiatric Clinic
University of Rome “La Sapienza”

Attenzione selettiva: influenza dell’arousal neurovegetativo sull’onda N1 di potenziali evocati somatosensoriali

Pasquale Parise – Piero Venturi – Giacobba Brunetti – Lucilla Riccio – Massimo Biondi
Attenzione selettiva: influenza dell’arousal neurovegetativo sull’onda N1 di potenziali evocati somatosensoriali

Estratto da:  Rivista di Psichiatria vol. 27, N. 4 – agosto 1992

Per verificare I ‘ipotesi che il processo di ‘attenzione selettiva’ sia influenzato dai livelli di arousal, gli autori hanno effettuato una registrazione psiconeurofisiologica su 14 volontari sani, impegnati in un compito attentivo e in condizioni di elevato arousal emozionale. Il livello di arousal neurovegetativo  é stato rilevato mediante le variazioni di conduttanza cutanea (SCR) monitorate durante I’esecuzione del compito. Per valutare il processo di ‘attenzione selettiva’ sono stati utilizzati potenziali evocati somatosensoriali (PES) registrati nell’ambito di un paradigma sperimentale di ‘detezione del bersaglio'( oddball). In particolare per quanto riguarda i PES, è stata considerata I’ ampiezza di picco dell’onda N1, espressione di una fase precoce del processo di selezione delle informazioni. I risultati dello studio hanno evidenziato che a livelli più elevati di arousal neurovegetativo corrisponde una maggiore ampiezza di picco dell’onda N1. Tale dato è in linea con I’ipotesi che l’arousal dell’organismo sarebbe determinante nel processo di ‘attenzione selettiva’, e sottolinea I’importanza di tale sistema energetico, in particolare nelle fasi più precoci della elaborazione delI’informazione. Il dato suggerisce inoltre I’utilità di tener conto dell’arousal neurovegetativo nelle sperimentazioni che utilizzano potenziali evocati per valutare le capacità di elaborazione dell’informazione. In special modo può essere interessante servirsi di tale metodica di registrazione nelle patologie psichiatriche, caratterizzate da ampie variazioni dello stato emozionale.