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Sintomi somatici e disturbi emozionali

Sintomi somatici e disturbi emozionaliNella pratica clinica della psichiatria capita con una certa frequenza di raccogliere storie di pazienti che arrivano al nostro ambulatorio dopo aver percorso un lungo itinerario di visite specialistiche ed esami strumentali di tipo prettamente medico o neurologico. Sono quei pazienti che giungono con diagnosi di “colon irritabile”, “fibromialgia”, “nevriti”, “prostatiti”, “gastrite cronica” etc., ma anche senza alcuna diagnosi e soltanto con una sintomatologia di tipo somatico. Questi pazienti generalmente non sono riusciti ad ottenere alcuna evidenza o riscontro strumentale nell’ambito della medicina di base e specialistica, e non hanno mostrato risposte significative a molteplici tentativi di terapie mediche e, solo dietro insistenza dei familiari o del medico di base (ormai esausto per l’ennesima richiesta di ulteriori accertamenti specialistici), arrivano all’ambulatorio dello psichiatra. Tale problematica, indicata dalla letteratura specialistica come “medically unexplained symptoms”, rappresenta un importante problema di sofferenza personale per i pazienti interessati, spesso con decorrenza cronica.

Il problema dei “medically unexplained symptoms”: sintomi clinici in cerca d’autore

La Psicopatologia nel Mondo che Cambiaarticolo pubblicato come capitolo VI nel libro  “La Psicopatologia nel Mondo che Cambia” di A.Puzella, M.Serino, S.Ranfone (2016)

L’espressione “medically unexplained symptoms” (MUS) è stata sempre più utilizzata nella letteratura degli ultimi 20 anni (Nettleton, 2006) per riferirsi ad un vasto corteo di sintomi somatici che non sono supportati da evidenze cliniche, che non sono sottesi da spiegazioni “mediche” unanimamente accettate, e quindi “non sono riferibili ad alcuna malattia conosciuta definibile convenzionalmente” (Fink et al, 2005). Bisogna dire, comunque, che quali siano le condizioni cliniche definibili come “medically unexplained” (cioè non spiegabili da un punto di vista medico) è un argomento a tutt’oggi contoverso, e nel linguaggio della pratica clinica e della letteratura scientifica tali sintomi sono stati indicati anche come “sintomi somatici funzionali”, “disturbi somatoformi”, “sindrome da colon irritabile”, “sindrome da affaticamento cronico”, “fibromialgia”, etc.

Il problema dei “medically unexplained symptoms”: sintomi clinici in cerca d’autore.

Immagine PasqualeIl “Parrucchiere depresso dal persistente bel tempo” del quadro di Dalì (1) sembra riproporre, utilizzando la cifra del paradosso, il problema dei “medically unexplained symptoms” (MUS), cioè di quella sintomatologia somatica che non trova spiegazioni soddisfacenti nell’ambito della clinica medica, dove sintomi fisici e problemi psichici si rincorrono come il sole con le nuvole del dipinto, e dove il paziente può essere ‘depresso’  nonostante il “persistente bel tempo”. L’espressione “medically unexplained symptoms” (MUS) ha iniziato ad essere utilizzata con sempre maggiore frequenza negli ultimi 20 anni per riferirsi ad una serie di sintomi somatici che, pur presentandosi generalmente nell’ambito della medicina di base, non sono suffragati da  evidenze cliniche soddisfacenti, non trovano spiegazioni  ‘mediche’ accreditate, “non sono riferibili ad alcuna malattia conosciuta definibile convenzionalmente”(2) .  Alcuni di questi pazienti sono stati classificati nell’ambito della clinica medica attraverso delle patologie di dubbia validità (o comunque non unanimamente accettate dalla medicina ufficiale)  le più note delle quali sono: la sindrome del colon irritabile (IBS) (gastrentorologia),la  fibromialgia (reumatologia),il non-cardiac chest pain (cardiologia), la sindrome da stanchezza cronica (CFS, chronic fatigue syndrome),vari tipi di lombalgia (LBP, low back pain)(ortopedia), crisi non epilettiche psicogene (PNES, psychogenic non-epileptic seizure) (neurologia), disturbi funzionali gastro-intestinali (FGID, funzional gastro-intestinal disorders)(gastroenterologia), sindrome da dolore pelvico (CPP, chronic pelvic pain) (urologia e ginecologia), per citare le più frequenti.