Posts Tagged: depressione

Adolescenza e Psicopatologia 2

(Parte 2)

E’ stato stimato che circa il 20% degli adolescenti presentano disturbi psichiatrici. I più frequenti di questi sono i disturbi d’ansia (come gli attacchi di panico, l’agorafobia e il disturbo d’ansia generalizzato), i disturbi dell’umore, i disturbi del comportamento (come l’ADHD e i disturbi del comportamento alimentare) e i disturbi da abuso di sostanze.

Le evidenze degli ultimi anni depongono per un aumento dell’incidenza di disturbi depressivi tra gli adolescenti, in particolare le ragazze (1). In uno studio recente veniva fuori come la prevalenza di disturbi depressivi tra gli adolescenti si attestava intorno all’11,2%, contro quella di circa l’8% degli adulti, e le ragazze mostrano un aumento del rischio da 2 a 4 volte più elevato (2).

Corso di clinica psichiatrica 1

Adolescenti, depressione e difficoltà terapeutiche

depressione nell'adolescenzaGli episodi depressivi tra gli adolescenti rappresentano un problema clinico e sociale spesso sottovalutato. Si ritiene infatti che di fronte ad una prevalenza che può arrivare fino al 15% di Episodi Depressivi Maggiori tra i giovani (tra i 15 e i 24 anni) solo la metà arrivi all’attenzione dei medici di base e soltanto il 20% di loro fa una richiesta d’aiuto ad un anno dall’inizio del problema (1). In un lavoro pubblicato nel 2012 su 8800 studenti di 15 diversi college e università negli USA, veniva fuori come soltanto il 22% degli studenti con sintomi depressivi riceveva un livello minimo di cure adeguate (sia che fossero di tipo farmacologico sia che fossero di tipo psicoterapico) (2).

Psicopatologia e neuroplasicità ippocampale: il ruolo terapeutico dell’esercizio fisico aerobico

Esercizio fisico aerobico e depressioneGrazie alle scoperte scientifiche dell’ultimo decennio è divenuto sempre più evidente l’importante ruolo delle esperienze e delle abitudini nell’indurre modificazioni strutturali e funzionali a livello cerebrale. Modificazioni che non avvengono solo quando si è bambini e adolescenti, ma, date determinate condizioni, si possono innestare anche nell’età adulta: il cervello cambia e si riorganizza, infatti, a partire dall’esperienze vissute della persona in risposta alle influenze interne ed esterne affrontate. Il concetto di neuroplasticità indica proprio questa malleabilità e si contrappone alla convinzione che ha attraversato la comunità scientifica in tutto il ‘900 riguardo la presunta immodificabilità del cervello una volta superata l’adolescenza. Tali modificazioni (che possono essere positive o negative) dipendono dal tipo di esperienze che ognuno di noi fa e dalle nostre abitudini di vita, questo vuol dire che esperienze ricorrenti ci plasmano nel tempo anche a livello cerebrale.

Neurobiologia del disturbo borderline di personalità

paziente borderline

 Il disturbo borderline di personalità, la cui definizione è ormai  di uso comune, fino a qualche  decennio fa non aveva una dignità nosografica precisa poiché la descrizione del quadro clinico, presentando caratteristiche comuni alle nevrosi e le psicosi, raccoglieva tutte quelle personalità che pur collocandosi “a metà” tra queste due dimensioni psicopatologiche, non giungevano mai ad un disturbo conclamato, mantenendosi “al limite tra la normalità e la follia” (Hughes, 1884, Rosse 1890).

Il Disturbo Bipolare: costi sociali ed evidenze terapeutiche

bipolar-disorderIl disturbo bipolare (BD) è caratterizzato dal ripetersi di episodi clinici di depressione e mania o ipomania, che si alternano nelle storie di vita dei pazienti. Le persone che soffrono di questo disturbo possono avvertire in maniera anche abbastanza improvvisa dei bruschi cambiamenti del loro umore. La World Health Organization alcuni anni fa definiva il disturbo bipolare (BD) come una delle principali cause di disabilità globale (WHO, 2008). La prevalenza di questo disturbo nella popolazione adulta degli USA è del 3,9% (NIMH, 2014), e mentre la diagnosi di BD si basa soprattutto su manifestazioni cliniche di tipo mania/ipomania, le sue manifestazioni psicopatologiche più frequenti sono invece di tipo depressivo (Baldessarini RJ et al,2010). Questi episodi depressivi, nei bipolari, sono sintomatologicamente più gravi, di più lunga durata, più frequentemente resistenti al trattamento, caratterizzati da una maggiore disabilità lavorativa e da una maggiore suicidalità. Più del 50% dei pazienti bipolari esordiscono con episodi depressivi, e questo ne ritarda inevitabilmente un corretto inquadramento diagnostico (Kupfer DJ et al, 2002).